La Sila a piedi

I percorsi si sviluppano nel territorio della Sila Piccola sfruttando vecchie piste forestali, mulattiere o sentieri quasi abbandonati. La descrizione dei seguenti percorsi è frutto della diretta esperienza del gruppo e rappresentano una eventuale alternativa ai già presenti itinerari del Parco: sono indicati a chi, avendo poco tempo a disposizione, vuole conoscere i più vari aspetti del territorio Silano, lasciandosi guidare in uno scenario dalle suggestioni forti e indimenticabili.
Come arrivare:
Dal Nord o Sud: Autostrada del Sole (A3) sino a Lamezia Terme, SS 280 per Catanzaro, SS 109 Bis e SS 179 per Villaggio Mancuso e Prov.le per Buturo. Dalle Puglie: SS 106 sino a Cropani Marina, SS Cropani-Sersale e Prov.le Sersale-Buturo. Da Camigliatello (CS): SS 107 per Lorica-Bocca di Piazza, SS 108 bis per Spineto, SS 179 per Villaggio Mancuso e Provinciale sino a Buturo.
Mastodontico esemplare di Abete Bianco (Abies Alba) che resiste senza paura ai secoli che passano.
Le limpide acque del torrente Soleo a monte della località “Manca del Diavolo”, dove i Lupi sono di casa.
Primo percorso (anello)
Buturo- M. Femminamorta - Manca del Diavolo - F. Soleo - Differenze -Gariglione - Buturo
Questo primo percorso, che parte dalla sede del Comando Stazione Forestale di Buturo e poi vi fa ritorno, ci porta, attraverso la foresta, nelle località dove i LUPI sono di casa ( Femminamorta - Manca del Diavolo) per poi scendere a ammirare le limpide acque del fiume Soleo. Si risale fino alla Stazione della Teleferica (Differenze) per poi, attraverso l’ex sede di una strada ferrata, giungere nel cuore del Parco Nazionale ad ammirare, in località Gariglione,uno straordinario manufatto la cui epoca di costruzione, da parte di una ditta Austro-Germanica, risale ai primi anni del 900. Si possono ammirare inoltre, nella omonima foresta, giganteschi alberi di abete e faggio, scampati ai tagli, la cui nascita risale a diversi secoli fa.

Secondo percorso (anello)
Tirivolo - Colle Telegrafo - Valle Tacina - Pisarello - Tirivolo
Si parte dal villaggio silano di Tirivolo seguendo il sentiero che porta al “Patriarca” (ultra secolare pianta di Abete bianco, considerato l’abete più grande d’Europa) per poi scendere lungo le “Finestre di Tacina”, bellissime radure,da dove si può ammirare un paesaggio unico. Infatti, con un sol colpo d’occhio, si possono vedere le più significative zone della Sila Piccola contornate da tutti i rilievi montuosi della Sila Grande. Scendendo ancora,sino alla valle del fiume Tacina,ci si immerge in uno incantevole “mare verde” punteggiato da variopinti e profumatissimi fiori, che si lasciano cullare dal vento e dallo scampanio delle mucche al pascolo. Si risale dolcemente, fra boschi di faggi e abeti, per far ritorno al punto di partenza.
Sullo sfondo: la vetta del Gariglione.
In primo piano: Località Rinosi dove, nei secoli scorsi, i briganti, che numerosi trovavano rifugio allo interno della Selva, costruirono un fortino (Torre) con relativo ponte levatoio per difendersi dagli attacchi.
Terzo percorso (anello)
Gariglione - Mamma Giuseppina - Tavola Parata - Rinosi - Gariglione
Il terzo percorso parte dalla Stazione Forestale di Gariglione da dove si imbocca una pista sterrata che porta alle tre croci di Mamma Giuseppina, ridottesi ora a due, le quali ricordano il sacrificio estremo di una mamma, nel vano tentativo di salvare i propri figli dalla furia del fuoco che aveva interessato la loro misera dimora. Scendendo per circa un Km. si arriva in località Tavola Parata dove i briganti, sulla piana superficie di un enorme masso che fungeva da tavolo, si ritrovavano per spartirsi il bottino. Poi si attraversa il fiume Tacina e si giunge a Torre Rinosi (casa sabbiosa) usata dai briganti come ricovero e alla quale vi si accedeva attraverso un ponte levatoio ormai distrutto dal tempo. Sulla via del ritorno si visitano, inoltre, dei luoghi interni difficilmente raggiungibili, che evocano leggende e racconti circonfusi di mistero.
“La natura si diverte” dalle sembianze di una testa di capriolo ad un albero di quercia.
