Fra le tante bellezze naturali della Calabria,
una è ancora poco nota: il mondo sotterraneo.
Attualmente le grotte conosciute in Calabria sono quasi 400, alcune delle quali
molto sviluppate e profonde come l'Abisso del Bifurto nel Comune di Cerchiara di
Calabria che è profondo quasi 700 metri, altre invece sono di dimensioni minori.
Diverse sono le cavità d'interesse archeologico, prima su tutte la Grotta del
Romito nel comune di Papasidero nella quale è stato rinvenuto un graffito
risalente al paleolitico superiore e raffigurante un toro (Bos primigenius).
Le aree geografiche più significative interessate maggiormente a tale
fenomeno sono: il massiccio montuoso del Pollino sul versante ionico, quello
dell'Orsomarso e la Catena Costiera su quello tirrenico e l'Alto Crotonese
tra le aree comunali di Caccuri e Verzino.
itinerario n.1 speleo archeologico - la grotta della Madonna e del Romito
Itinerario n.2 - Il sentiero delle Grotte sul Fiume Busento
scheda tecnica: Motta di Domanico - Grotta Scura - Grotta Lippusa - Motta di Domanico
Località di partenza: Motta di Domanico (740 m. s.l.m.);
Località intermedia: Grotta Lippusa (715 m. s.l.m.);
Località di arrivo: Motta di Domanico(740 m. s.l.m.);
Tempo di percorrenza: 7 ore, comprese le escursioni all'interno delle due grotte;
Difficoltà: di tipo EET (Escursionisti Esperti con attrezzature;
Dislivello in discesa: 80 metri;
Dislivello in salita: 55 metri;
Sorgenti alla partenza: presso la Motta di Domanico;
Sorgenti lungo il percorso: presso abitazioni rurali versante destro del Busento;
Periodo consigliato: Tutto l'anno;
Segnavia: nessuno;
Carte: IGM 1:50.000 F° 559 Cosenza - IGM 1:25.000 F°559 sezione II Cosenza;
Descrizione
Dalla Motta di Domanico si prende la strada sulla sinistra, percorsi un centinaio
di metri, all'altezza di una quercia, bisogna imboccare un sentiero semi - nascosto dalla
vegetazione, che parte dal ciglio delle ripide pareti che sovrastano il corso del fiume Busento.
Si discende verso valle fino a raggiungere un affluente di questo, posto sulla sinistra idrografica
e proveniente da una forra molto incisa. L'ingresso della cavità è facilmente
localizzabile sulla parete destra della forra stessa. La Grotta, ben nota alla gente del luogo,
è formata da una prima galleria in leggera salita che, subito dopo un breve abbassamento
della volta, immette in un ambiente più vasto, a tratti adorne di poderose e tozza stalattiti.
La cavità termina in una condotta meandriforme di piccole dimensioni, raggiungendo infine
a 160 metri dall'ingresso un cunicolo terminale. Usciti dalla grotta il cammino prosegue
attraversando il Busento da un ponte di legno. Si sale in libera raggiungendo dei campi coltivati
che oltrepassati si arriva al sentiero sotto un ampio costone coperto da una rigogliosa vegetazione.
Tenendo la valle del fiume Busento costantemente sulla sinistra, di fronte abbiamo la Motta di
Domanico quasi alla stessa quota, si raggiungono le acque che fuoriescono dalla grotta. Si tratta
di una risorgenza ad andamento meandriforme, lunga 234 metri. Un primo tratto è caratterizzato
da morfologie ben sviluppate in altezza con un ruscello che scorre lentamente per il poco
dislivello fra il punto di origine e l'ingresso. Nella seconda parte della cavità si assiste
ad un progressivo rimpicciolimento delle dimensioni generali man mano che si prosegue.
itinerario n.3 la grotta dell'avis