Il mondo delle grotte



Le grotte in Calabria

Fra le tante bellezze naturali della Calabria, una è ancora poco nota: il mondo sotterraneo. Attualmente le grotte conosciute in Calabria sono quasi 400, alcune delle quali molto sviluppate e profonde come l'Abisso del Bifurto nel Comune di Cerchiara di Calabria che è profondo quasi 700 metri, altre invece sono di dimensioni minori. Diverse sono le cavità d'interesse archeologico, prima su tutte la Grotta del Romito nel comune di Papasidero nella quale è stato rinvenuto un graffito risalente al paleolitico superiore e raffigurante un toro (Bos primigenius). Le aree geografiche più significative interessate maggiormente a tale fenomeno sono: il massiccio montuoso del Pollino sul versante ionico, quello dell'Orsomarso e la Catena Costiera su quello tirrenico e l'Alto Crotonese tra le aree comunali di Caccuri e Verzino.

 


grotta del Romito - Bos primigenius

 

itinerario n.1  speleo archeologico - la grotta della Madonna e del Romito

ITINERARIO IN COSTRUZIONE


Le Grotte della Catena Costiera

Le grotte conosciute nella Catena Costiera sono circa 30 e le aree maggiormente interessate da tale fenomeno, da Nord verso Sud, sono:
1. Guardia Piemontese lungo il fiume dei Bagni, con nove cavità conosciute fra cui la Grotte del Milogno, che è la più interessante speleologicamente, con uno sviluppo di 400 metri ed una profondità di 43 metri, inoltre nella grotta è stata ritrovata la tibia di un "Ursus Spelaeus".
2. Varco di Sant'Angelo fra i comuni di San Fili e Falconara Albanese, con la Grotta dei Briganti e l'Inghiottitoio "Giorgio Provenzano".
3. Serre Cosentine con 15 cavità conosciute. In particolare nel comune di Mendicino è situata la più famosa delle grotte della zona "l'Avis", il termine deriva dalla radice greca "abyssos" (=abisso, precipizio). Non meno importanti sono "Grotta Scura" nel comune di Domanico e "Grotta Lippusa" nel comune di Dipignano, entrambi lungo gli argini del fiume Busento nei pressi dell'abitato della Motta di Domanico.


Grotta dell'Avis - ramo principale
foto: F. Larocca

Itinerario n.2 - Il sentiero delle Grotte sul Fiume Busento
scheda tecnica: Motta di Domanico - Grotta Scura - Grotta Lippusa - Motta di Domanico
Località di partenza: Motta di Domanico (740 m. s.l.m.);
Località intermedia: Grotta Lippusa (715 m. s.l.m.);
Località di arrivo: Motta di Domanico(740 m. s.l.m.);
Tempo di percorrenza: 7 ore, comprese le escursioni all'interno delle due grotte;
Difficoltà: di tipo EET (Escursionisti Esperti con attrezzature;
Dislivello in discesa: 80 metri;
Dislivello in salita: 55 metri;
Sorgenti alla partenza: presso la Motta di Domanico;
Sorgenti lungo il percorso: presso abitazioni rurali versante destro del Busento;
Periodo consigliato: Tutto l'anno;
Segnavia: nessuno;
Carte: IGM 1:50.000 F° 559 Cosenza - IGM 1:25.000 F°559 sezione II Cosenza;

Descrizione
Dalla Motta di Domanico si prende la strada sulla sinistra, percorsi un centinaio di metri, all'altezza di una quercia, bisogna imboccare un sentiero semi - nascosto dalla vegetazione, che parte dal ciglio delle ripide pareti che sovrastano il corso del fiume Busento. Si discende verso valle fino a raggiungere un affluente di questo, posto sulla sinistra idrografica e proveniente da una forra molto incisa. L'ingresso della cavità è facilmente localizzabile sulla parete destra della forra stessa. La Grotta, ben nota alla gente del luogo, è formata da una prima galleria in leggera salita che, subito dopo un breve abbassamento della volta, immette in un ambiente più vasto, a tratti adorne di poderose e tozza stalattiti. La cavità termina in una condotta meandriforme di piccole dimensioni, raggiungendo infine a 160 metri dall'ingresso un cunicolo terminale. Usciti dalla grotta il cammino prosegue attraversando il Busento da un ponte di legno. Si sale in libera raggiungendo dei campi coltivati che oltrepassati si arriva al sentiero sotto un ampio costone coperto da una rigogliosa vegetazione. Tenendo la valle del fiume Busento costantemente sulla sinistra, di fronte abbiamo la Motta di Domanico quasi alla stessa quota, si raggiungono le acque che fuoriescono dalla grotta. Si tratta di una risorgenza ad andamento meandriforme, lunga 234 metri. Un primo tratto è caratterizzato da morfologie ben sviluppate in altezza con un ruscello che scorre lentamente per il poco dislivello fra il punto di origine e l'ingresso. Nella seconda parte della cavità si assiste ad un progressivo rimpicciolimento delle dimensioni generali man mano che si prosegue.

itinerario n.3  la grotta dell'avis

ITINERARIO IN COSTRUZIONE


Grotta dell'Avis - la cascata
foto: F. Larocca


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